
Come saprete il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, ha inviato ieriuna lettera al presidente del Consiglio, Romano Prodi, nella quale comunica che il suo sindacato firmera' il protocollo sul Welfare, pur mantenendo "le riserve di metodo sollevate" sulla parte delle politiche del lavoro "inadeguate e contraddittorie". ''Ti prego - scrive Epifani - di considerare questa lettera una firma formale al testo in questione''. Ancora una volta si fa credere ai propri scritti di pensare a loro, di essere contrari all'innalzamento della pensione, poi quando si arriva alla resa dei conti si tira a campare. Anche perche' la CGIL sa di essere partner privilegiato del Premier, che viene sempre interpellato e spesso e volentieri detta condizioni come nel caso della finanziaria. Non possono certo perdere questo treno. Pazienza se i loro scritti sono scontenti, tanto si sa come funziona in politica. Il popolo dimentica. Poi basta tirare fuori la paura del Cavaliere nero e anche gli elettori si calmano. Sempre ieri Ferrero affermava«C’è con Prodi - ha aggiunto - una evidente differenza di valutazione su quello che il governo ha fatto fin qui: non credo che si sia fatto abbastanza nella difesa degli strati più deboli della società e nella redistribuzione del reddito». Vogliamo scommettere che faranno una gran confusione, qualche passeggiata in Piazza e alla fine voteranno la fiducia sul Walfare?

1 commento:
La CGIL, ai tempi che furono, era considerata la CINGHIA DI TRASMISSIONE che doveva veicolare il consenso ideologico dei lavoratori nel partito comunista. Anche se i tempi sono cambiati è ovvio che questo sindacato mantenga strete relazioni con alcuni referenti politici. Tra questi gli ex comunisti non possono mancare. E la CGIL resta spesso sotto tono quando governa il centro sinistra. Anche el primo Prodi - D'Alema fu sostanzialmente così. Ma nessuno si aspettava diversamente. Piacerebbe vedee la maggiore sigla sindacale meno collegata alla politica... ma l'Italia è l'Italia.
Posta un commento